Il vicino

Ecco in anteprima le prime pagine del nuovo racconto Il vicino, appena ultimato, realizzato su commissione! È un racconto particolare per varie ragioni: parla di sopraffazione e ribaltamento dello status sociale, e vede come protagonista femminile… la sottoscritta 😛 o almeno, un personaggio modellato su di me. Queste erano le richieste del committente, oltre ad alcuni particolari e dettagli che scoprirà chi lo legge…
I membri del Club che fossero incuriositi da questo estratto possono ancora per qualche giorno iscriversi ed acquistare l’intero racconto con una piccola donazione! Scrivetemi a carol1989@yandex.com


Carlotta sapeva chi era il ragazzo che abitava nella villetta accanto. Come lei, anche lui viveva con i propri genitori: ma mentre lei, ormai venticinquenne, stava terminando l’università, lui era ancora un ragazzino, ai primi anni del liceo. A parte questo, ignorava quasi tutto di lui. Le pareva che si chiamasse Emanuele, lo aveva incontrato un paio di volte. Lo riteneva il classico adolescente, un po’ cretino e un po’, probabilmente, arrapato. Le volte che lo aveva incontrato per strada, infatti, le era sempre parso che la squadrasse con occhi famelici, con sguardi goffi indirizzati al suo corpo.

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Uno di voi

Beh il mio ultimo post ha fatto effetto… quando ho parlato del tema del mostrar-mi e del mostrar-si, mi avete subito scritto in molti con considerazioni, riflessioni, perfino esortazioni. Tutte molto gradite, grazie 🙂

Una delle cose a cui facevo cenno era che la relazione fra me e voi, sul fatto di mostrarsi, è sempre stata abbastanza asimmetrica – o simmetrica ma ferma. Cioé, in pochi dei miei lettori si sono mostrati a me, negli anni. Una si aspetterebbe “sei una scrittrice erotica, chissà quante foto di peni ricevi!”, e invece poco o nulla, delusione! ;)))

In realtà qualche dono-di-sé l’ho ricevuto e lo ricevo. E il bello è che sono, quasi sempre, cose davvero gradite e piacevoli. In alcuni casi persino artistiche e decisamente belle sul piano erotico.

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Promemoria: Serena!

Un promemoria: voglio ricordarvi, per chi non l’ha ancora acquistato, il mio caloroso consiglio di leggere “Serena: una giornata d’inaspettato esibizionismo“!

Molti di voi spesso mi dicono che attendono impazienti mie nuove pubblicazioni perché faticano a trovare altrove la soddisfazione che hanno con i miei racconti… sono molto lusingata da questo naturalmente 🙂 ma sono anche dell’idea che là fuori ci siano racconti bellissimi e che possono darci grande soddisfazione (in tutti i sensi…), anche più dei miei! I racconti di Scriptamanent sono fra questi, e Serena è davvero un capolavoro secondo me, che personalmente mi ha avvinta ed eccitata oltre misura…

Se volete faci un giro, lo trovate nalla Boutique!

Carol

Ancora tennis…

Le cose belle si condividono fra amici, no? E allora, dato che uno di voi è stato così gentile da proseguire nel mandarmi qualche foto di ambientazione tennis della bellissima modella che vi ho mostrato qualche giorno fa, mi sembra giusto condividerle con voi tutti… 🙂

Grazie F!

Una famiglia al mare

di Carol89

Jennifer Connelly

1.

Jennifer si alzò e si diresse verso il mare, scrollandosi di dosso con la mano quel poco di sabbia che le era rimasta sulla pelle. Davide era rimasto steso vicino all’ombrellone, dopo aver declinato l’invito a seguire la madre. Non aveva voglia di prendere freddo, si era giustificato. Preferiva crogiolarsi al sole come una lucertola.
Per la verità non aveva voglia di nulla, in quelle ore. Non aveva voglia di quella vacanza: al mare con i genitori, da solo, per due settimane. Niente da fare, nessuno con cui stare. Lui non era tipo da fare amicizia facilmente, in più i suoi genitori ci tenevano alla vacanza “in famiglia” e non lo esortavano certo ad andare in cerca di altra compagnia. Gradivano che stesse insieme a loro. Ma per un diciassettenne, trascorrere le giornate in spiaggia con i propri genitori non era proprio il massimo della vita.
Davide guardò lungo la battigia, lontano: a qualche centinaio di metri gli parve di distinguere la figura del padre, che era andato a farsi una camminata solitaria. Il ragazzino aveva declinato anche quell’invito. Il risultato era che si trovava da solo.
Si rigirò sulla sabbia calda, facendosi almeno coccolare dal sole estivo. Era in costume, dei calzoncini colorati, e la sabbia gli massaggiava piacevolmente il torso nudo e le gambe. Chiudendo gli occhi poteva quasi immaginare che fossero delle mani ad accarezzarlo, mani di donna… come nei suoi sogni ad occhi aperti, quando si masturbava la notte. Per fortuna nella casa che avevano affittato aveva almeno una camera da letto tutta per sé, con relativa privacy e con relative seghe notturne: almeno quel passatempo non gli era negato. Gli anni passati, in vacanze analoghe, si era trovato su divani letti in soggiorno a masturbarsi di nascosto, col rischio di essere sorpreso sul più bello in situazioni imbarazzanti…
Tornò a girarsi sulla schiena e sollevò le spalle, appoggiandosi ai gomiti. Da dietro agli occhiali da sole scrutò il mare, brillante sotto la luce del sole, punteggiato da pochi bagnanti – uno dei vantaggi di quella bella spiaggia libera e defilata, almeno secondo i suoi genitori.
I suoi occhi si soffermarono su una donna in bikini giallo. Ci mise qualche attimo a realizzare che si trattava di sua madre. Stava camminando avanti e indietro, con l’acqua all’altezza delle anche. I capelli corvini raccolti in uno stretto chignon sulla nuca, come li teneva spesso al mare, e gli occhiali da sole scuri sugli occhi, Jennifer guardava a tratti l’acqua davanti a sé, a tratti ruotava il viso guardandosi attorno. Non sembrava guardare verso il loro ombrellone, così Davide poteva osservarla indisturbato.
Si soffermò a lungo, osservandola muoversi. Il bikini giallo era allegro, gli piaceva, e valorizzava il corpo della madre. Il reggiseno era pieno, gonfio, tirato: lasciava intuire un seno prosperoso e sodo. Il busto era invece esile e slanciato, le spalle dritte, il collo sottile.
Passarono i secondi. Davide non staccava gli occhi dalla madre. La osservava quasi rapito, complice forse la noia, forse il caldo che coccolava il suo corpo lì sulla spiaggia. La osservava come avrebbe osservato un’altra donna. Una bella donna. Una di quelle che immaginava la notte.

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Tennis

Per gentile suggerimento di uno di Voi 😉

Ho sempre trovato molto erotico il tennis. Non so dire esattamente perché. Forse il contrasto fra i corpi morbidi e le racchette rigide, un po’ simboli fallici… Forse i vestitini sportivi, aderenti e succinti… forse la pelle abbronzata, le cosce, i muscoli guizzanti, il sudore… forse gli scatti, i corpi atletici, lo sforzo fisico e la competizione uno a uno…

Ho ambientato diversi racconti, diverse fantasie, sul campo da tennis e attorno ad esso. Uno dei miei primissimi racconti, e parlo di quando ero da poco sviluppata, lo scrissi a mano su foglietti di carta – gelosamente custoditi – e riguardava proprio un mio maestro di tennis. E poco tempo dopo, allo stesso modo, ne scrissi un altro, sempre ambientato sul campo: questa volta protagonista era una mia maestrA…

Carol